Pepe, cannella, chiodi di garofano, noce moscata, uvetta sultanina, caffè: profumi ed aromi che accompagnano, fin dalla nascita, nel lontano 1900, Francesco Torrisi, il fondatore dell'Industria che da oltre ottant'anni "firma" il caffè siciliano.
Negli anni venti, ancora giovanissimo, Francesco Torrisi, tornato a casa dopo aver indossato la divisa militare nella prima guerra mondiale, si sposa e collabora con il padre nell'azienda familiare che in quegli anni iniziava ad importare droghe e coloniali; in breve la stessa raggiunge il primo posto in Sicilia nella commercializzazione all'ingrosso di alcool denaturato e puro, di bicarbonato e solfato di soda, di saponina, di zolfi, solfato di rame e colofonia, di mandorle sgusciate, pinoli e semi di lino e poi ancora di una grande varietà di generi alimentari come lo zucchero, il riso, i legumi, le conserve, le farine, gli amidi per dolci, lo strutto ed il caffè.
Anno dopo anno l'Azienda cresce, anche grazie all'inserimento del giovane fratello Agatino, e si impone, oltre che per la validità dei prodotti distribuiti, anche per i comportamenti commerciali corretti, lineari e chiari imposti dai fratelli Francesco e Agatino Torrisi che fecero di questi concetti un "dogma" di comportamento e di vita.
Negli anni trenta e fino a poco prima della seconda guerra mondiale il consumo del caffè era ancora un fatto elitario; si consumava, infatti, nelle case dei professionisti (il farmacista, l'ingegnere, il medico, il magistrato). Qui il caffè veniva comprato "crudo" e poi tostato in particolari tegami; le miscele venivano create dagli stessi ed era quasi un rito proporre agli amici il risultato di questo lavoro.
In casa dei fratelli Torrisi si beveva, ovviamente, il miglior caffè della città e molte volte la signora Agata (moglie di Francesco) era costretta dalle amiche a favorirle nel concedere loro questo prodotto.
Nel dopoguerra l'attività dell'Azienda Torrisi riprende con vigore "a tutto campo" nelle importazioni e nel commercio al'ingrosso. Francesco e Agatino, intuendo che il caffè sarebbe diventato in pochi anni un bene di consumo primario, iniziano ad organizzare una distribuzione capillare di caffè tostato in confezioni sigillate (prima si vendeva sfuso) distribuendolo ai rivenditori siciliani e calabresi.
Passano gli anni e come già previsto il caffè si trasforma in un prodotto di largo consumo "costringendo" le aziende a meccanizzarsi sempre più.
Negli anni sessanta nasce la macchina per il "sottovuoto"; questa geniale innovazione, che permette di ottenere una migliore e più duratura conservazione del caffè tostato, consente una distribuzione ancora più specializzata e più ampia; la "Supermiscela Torrisi" si conferma così come il caffè preferito da tutte le famiglie siciliane.
Milioni di chilogrammi di caffè vengono lavorati in una continua trasformazione aziendale; dalla piccola attività iniziale si arriva, e siamo ai nostri giorni, al modernissimo stabilimento della COMPAGNIA MERIDIONALE CAFFE' S.p.A. dove, pur utilizzando le più moderne tecnologie, mai vengono dimenticate le origini artigianali di questo prodotto.